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" una piccola comunita'" News n16
Di Admin (del 23/08/2012 @ 13:03:16, in articoli, linkato 23718 volte)
Ormai ancorato in banchina, in questo porticciolo, che non esiste sulle carte e che il gps ignora,sto entrando a far parte della ristretta comunita' di vagabondi cosmopoliti che vivono qui. Niente a che vedere con quello che si intende per un porto...le banchine in cemento ci sono, è vero, ma, mai terminate nelle loro finiture gia' si sbriciolano per l'azione del vento, dell'acqua e della salsedine...L'allaccio della corrente non è mai stato portato a termine e le colonnine, arrugginiscono sotto il sole senza aver mai erogato elettricità. L'acqua bisogna andare a prenderla da un unico rubinetto , montato alla rovescia sotto un mucchietto di tavelloni... Ci sono anche dei lampioni, : ad alcuni hanno asportato le lampadine, altri giacciono in terra gia' arrugginiti e mai funzionanti, qualcuno eroga una luce tenue ed un po' triste. Intorno si aggirano gatti a gruppi che, pare, combattano dura e quotidiana guerra con gli inevitabili topolini di campagna.. Barche grandi e piccolissime, ancorate a terra gia' da molti anni, con la ruggine che cola da tutte le saldature, attrezzate , un tempo per navigare lungamente, ora intristiscono con lunghe barbe di alghe sulla chiglia. Sogni di gioventu' approdati qui per lasciarsi lentamente morire... Anche barche che ancora scivolano sulle onde del mare e vengono qui per svernare, pronte a ripartire la prossima stagione... Ed in mezzo un miscuglio di lingue, di profumi di cucinato, di facce segnate dal sole e dal vento... Qualche italiano, oltre a noi, poi coppia di francesi con due figlie di 13 ie di 15 anni, reduci dal giro del mondo durato sette anni, barcone di legno , vecchissimo, due cagnolini a bordo, anziani pensionati tedeschi, lui con capelli bianchi a coda di cavallo,alto snello ed ancora muscoloso , malgrado i quasi 80 anni di eta', lei matronale e materna, inglesi , ed olandesi, solitari vagabondi da almeno vent'anni, insomma un caravanserraglio di personaggi, ognuno con la sua personale storia da raccontare, i suoi consigli su come organizzarsi la vita qui, le furbizie da adottare,la loro soluzione dei problemi da proporre... Gianfranco ed io in mezzo,cercando di inserirci, senza urtare suscettibilita', ma facendo capire subito che reclamiamo il nostro" posto al sole", senza sottostare a nessuno (evitando ,se possibile ,di schierarci sulle inevitabili piccole beghe e gelosie, che gia' cominciano a trasparire ) perchè ce lo siamo conquistato,( anche io,) arrivando fin qua. L'isola è magnifica, verdissima, piena di frutteti e vigne ormai da anni in abbandono, a parte il paesino di 50 case, i due alberghi e le tre taverne e lo spaccio, è disabitata, ma percorsa da sentieri e sterrate che portano a vecchie case abbandonate, qualche rara e spersa villetta e per il resto ulivi, cipressi e macchia mediterranea.. .Cinque o sei macchine, tutte senza targa, il mio motorino, due trattorini , un escavatore ed una gru ...e questa è .tutta la motorizzazione.. Non c'è farmacia , nè ufficio postale, ne' bancomat...davvero null'altro a parte una chiesa ortodossa con vetri su tutti e quattro i lati da cui si vede il mare e dietro , su di una collinetta un minuscolo cimitero.. .Qualche somarello, anatre ed oche, tacchini e qualche maiale nelle porcilaie fuori del paese su una collinetta, abbarbicata . Una piccola chiatta porta via la spazzatura e trasporta qualche materiale da costruzione . Un motoscafo, a tutte le ore funge da collegamento con la terraferma che dista meno di un chilometro. A terra, due volte al giorno, passa il bus che porta a Patrasso. Questa sara' la mia nuova patria , almeno per i prossimi mesi...me lo dico e me lo ripeto con stupore, entusiasmo e sgomento al tempo stesso...