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Trizonia News n 07
Di Admin (del 19/08/2012 @ 16:48:50, in articoli, linkato 39260 volte)
Da Itaca a Patrasso avevamo previsto una sosta in una baia su di una isoletta prima di Meganissii...tempo incerto. Nuvole a osso di seppia...mi comunica il Maestro per radio...portano vento... Avvistiamo l'isolotto, bisogna circumnavigarlo per trovare l'imbocco di quello che sembra un fiordo stretto e lungo...vento costante...ancora leggero ma che lascia presagire che stia aumentando, mare che si increspa....il Maestro è un miglio avanti a me...sono rilassato...sto fumando quando supero un piccolo capo ed entro nell'insenatura.. Il Maestro alla radio biascica che ci sono dappertutto reti di allevamento di pesce che non sono segnalate...che è una trappola ...che è meglio tornare in mare aperto....il tempo di pensare ...sembra un imbuto, magari qui si incanala il vento ...ed una raffica imprevista e violentissima investe la barca e, a randa piena e fiocco gonfio, si piega di lato con il pelo dell'acqua alla falchetta... Tento di mollare il trasto ma non ci riesco...malgrado il freno di boma fatto dall'amico Filippo, la barca stramba....sento un fracasso giu' in cabina...vola pure la roba bene assicurata..( ho messo le retine ovunque, come è possibile?) La ritenuta della cima di sicurezza del boma si schianta ...davvero sono piu' sbalordito che spaventato...riesco a riemergere dal pozzetto...ed a riprendere il controllo della situazione e solo allora mi accorgo che il fiocco si è "incarammellato", cioe' arrotolato in basso , ma in alto è rimasto gonfio e sbatte paurosamente...tento in tutti i modi di liberare le scotte per chiuderlo definitivamente...ma non è possibile perche ' il tamburo dell'avvolgifiocco si è arrotolato all'incontrario...ho il vento in prua e riesco a prendere due mani di terzaroli. Con la randa ridotta la barca torna in equilibrio...esco dal fiordo ma in pochi minuti è montato il mare ed il fiocco continua a sbattere... Devo andare a prua a risolvere la situazione...indosso il giubotto con la cintura , apro i moschettoni e mi assicuro alla life line ( quando l'ho montata a Porto San giorgio, chi non sapeva nemmeno cosa fosse e chi mi prendeva in giro dicendo " certo in Atlantico , in solitario, puo' anche servire ma qui, rischi solo di inciampare..." mi accuccio e cammino basso verso prua...certo se qualcuno mi aiutasse....il lavoro è piu' complicato del previsto...le scotte sbattono...vedo da lontano il Maestro che segue la mia manovra...ma non puo' certo aiutarmi...respiro profondo ...è come quando in montagna stai scendendo in corda doppia e quando recuperi la corda per la calata successiva un capo della corda si impiglia su qualche spuntone...tu tiri...e la corda non viene...nessuno puo' aiutarti e non c'è verso, devi trovare da solo una soluzione...dopo molti tentativi riesco a legare il tutto alla meno peggio...non potro' piu' usare il fiocco ma almeno non si gonfia in modo anomalo e tale da farmi sbandare...stando a culo basso rientro in pozzetto ...sono sfinito ma adesso la barca corre veloce ma equilibrata...Dopo poco il Maestro mi dice che fare tappa all'imbrunire a Missolungi ...non se ne parla ...mi dice ...guarda anche tu la carta...In effetti è una grande laguna...il Portolano recita: cercate di non insabbiarvi nei bassi fiondali mai ben segnalati, perche' rischiate di perdere la barca e attenti, se scendete in acqua per cercare di liberarvi, alle sabbie mobili... Inutile dire che decidiamo di proseguire verso Patrasso... L'ncubo finale, è ormai notte fonda , è il grande ponte , lungo piu' di un chilometro che unisce le due sponde della citta'...Un'opera faraonica con quattro piloni giganteschi che lo sorreggono, anche alto da far passare i traghetti , ma di notte con tutte le luci della citta' non si capisce nulla...Il Maestro è rimasto quattro miglia dietro a me, lo vedo nel radar, ma davanti a me il radar segnala ostacolo...Mi viene di nuovo l'ansia ...ma allora la baia è chiusa dalle montagne, dov'è il ponte?? intanto mi avvicino all'ostacolo che mi sbarra il cammino...ma certo, il radar rileva il ponte come un ostacolo...Con il binocolo cerco di capire dove devo passare per non schiantarmi contro un pilone , le luci negli occhi impediscono la visuale....quando sono a cinquanta metri vedo finalmente che c'è spazio per una nave....tuttavia nel momento che l'albero passa sotto l'arcata, che in realta' è altissima, mi vedo l'albero che tocca, e viene giu' tutto...ma è una allucinazione...sono le tre di notte e sono passato!!!...La navigazione prosegue...mi faccio un altro caffè e mi cucino i tortellini...meritati!...un'ultima occhiata in giro, albeggia, non ci sono pescherecci in giro... metto l'allarme al radar, carico la sveglia a 15 minuti e ...mi addormento di schianto..... Sono le nove di mattina e nella foschia ci sono i contorni di un'isola che si va delineando....La radio gracchia ..è il Maestro : " hai visto che l'isola che non è cartografata dal gps, esiste veramente? siamo arrivati a Trizonia"...!!!! Sono passati 36 giorni dalla partenza, siamo stati costretti a 16 giorni di soste forzose a causa del maltempo, ci siamo fermati in porto solo ad Otranto. e per il resto abbiamo navigato....una esperienza straordinaria .... Se è vero che il viaggio è la meta, in questo caso ho raggiunto veramente una meta che è anche la conclusione di un progetto iniziato nell'autunno scorso e che , a sua volta è l'inizio di un nuovo viaggio....